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IL MONUMENTO

Domu de Orgia è il più grande tempio a megaron finora riportato alla luce in Sardegna, costruito sopra un villaggio nuragico e circondato da un recinto sacro.

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Tra il XIV e il XII secolo a.C. viene costruito il santuario di Domu de Orgia, sopra un precedente villaggio nuragico.

Dopo la fase nuragica, il sito continua a essere frequentato in età romana.

DESCRIZIONE

IL TEMPIO E IL RECINTO

Il cuore di Domu de Orgia è il tempietto a megaron, a pianta rettangolare allungata. È costruito con blocchi di scisto locale, parzialmente lavorati e disposti in filari regolari.

All’esterno, il tempio è circondato da un recinto sacro ellittico, detto temenos. Del recinto oggi si conservano soltanto i blocchi di pietra della base.

Davanti al tempio si apre un atrio ai cui lati corrono dei banconi-sedile. L’ingresso conserva ancora l’architrave e conduce a due ambienti rettangolari, che comunicano attraverso una porta con architrave. In entrambe le stanze si trova un ampio bancone-sedile realizzato con lastre di scisto.

La copertura del tempio era in lastre di pietra disposte sopra una travatura lignea.

IL PAESAGGIO E LE VIE DI TRANSUMANZA

Domu de Orgia sorge in prossimità di un sentiero per il bestiame in transumanza, all’incrocio con un tratturo diretto verso il salto di Cuccurueddi.

In Sardegna i templi a megaron non sono numerosi. Quelli finora trovati sorgono spesso in luoghi montani vicini alle principali vie di transumanza. Un altro importante sito con templi a megaron è S’Arcu ’e is Forros a Villagrande Strisaili.

STORIA E USI

IL CULTO

Nel sito venivano svolte pratiche cultuali, come confermano le raffinate ceramiche, gli oggetti miniaturistici e i numerosi bronzi votivi dati in offerta. Tra le statuine compaiono cacciatori-offerenti, sacerdotesse e un arciere, insieme a diverse raffigurazioni di animali.

LE FREQUENTAZIONI SUCCESSIVE

Dopo la fase nuragica il luogo continuò a essere frequentato anche in età romana. Presso l’area d’ingresso del recinto è stato recuperato un tesoretto di monete romane. Nella muratura del recinto sono state inoltre rinvenute monete comprese tra l’età repubblicana e la prima età imperiale.

SCAVI

Informazioni sugli scavi: in corso di definizione.

FONTI

Alberto Moravetti, Paolo Melis, Lavinia Foddai, Elisabetta Alba (a cura di), La Sardegna Nuragica. Storia e monumenti, Carlo Delfino editore, 2017.

SardegnaTurismo.

IDESE / Ministero della Cultura.

UNESCO World Heritage Centre.

Sardegna Sentieri; SardegnaCultura; Università degli Studi di Sassari; Comune di Esterzili.

IL NOME DEL SITO

Il nome del sito si deve a una tradizione popolare secondo cui “Urxia” o “Orgia” è il nome di una fata o strega malevola. Diverse versioni della leggenda narrano di un tesoro nascosto e delle muscas maceddas, le “mosche assassine”, poste a sua difesa.

Il nome Domu de Orgia viene infatti tradotto come “Casa della Fata Malefica”.

IL PAESAGGIO

Domu de Orgia sorge sul Monte Santa Vittoria, nella Barbagia di Seulo, in un paesaggio montano ricco di testimonianze nuragiche.

La vicinanza ai sentieri della transumanza collega il santuario alle vie di comunicazione e agli spostamenti stagionali delle comunità pastorali.